giovedì 28 agosto 2014

Bistorta


Bistorta (amarella, lavazzuola, poligonia, serpentina) Polygonum Bistorta-poliginacee. RICONOSCIMENTO: erbacea perenne con grosso rizoma contorto e nodoso e fusto eretto (30-60 cm), esile, non ramificato. Le foglie sono verdi nella pagina superiore e glauche in quella inferiore, picciolate, lanceolate-oblunghe, di dimensioni maggiori quelle basali rispetto alle superiori. 
I fiori rosa carnicino sono disposti in spighe e spuntano in primavera-estate. Infestante dei pascoli e dei prati, ama i luoghi umidi; frequente nelle regioni alpine e appenniniche e completamente assente in pianura. PROPRIETA': ha un alto contenuto di tannino, principi attivi, amido e ferro; è astringente, vulneraria, antinfiammatoria. 

IMPIEGO: macerato e decotto per uso interno; decotto per uso esterno: clistere per diarrea; risciacquo per infiammazioni della bocca; lavaggi per emorroidi e lavande vaginali in caso di leucorrea; compresse imbevute per il lavaggio e la cura di piccole ferite e piaghe. In campo cosmetico si possono utilizzare il decotto per pulire la pelle seborroica e l'infuso per frizionare i capelli grassi. In cucina, la foglie più tenere e i getti primaverili vengono impiegati per minestre o da soli, crudi o lessati e poi ripassati in tegame. 
AVVERTENZE: poiché è molto ricca di ossolato di calcio, è sconsigliata nell'alimentazione di chi soffre di reni e calcoli. Data la marcata presenza di tannini è bene evitare il contatto con recipienti in ferro. SI UTILIZZA: il grosso rizoma ricurvo raccolto alla fine dell'autunno che, pulito e affettato, può essere essiccato al sole o in forno. A scopo alimentare le foglie e i getti più teneri. CURIOSITA': in passato veniva usata per la prevenzione e la cura di malattie polmonari anche gravi, come la tubercolosi.

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