venerdì 10 aprile 2015

Olmaria



Olmaria (anche ulmaria, regina dei prati), Filipendula = Spiraea Ulmaria - rosacee. RICONOSCIMENTO: erbacea con fusto eretto (1,5 metri), robusto, con sfumature rossicce. Le foglie sono pennate, diseguali, con margine dentato. Da giugno a luglio compaiono i fiori bianco-giallognolo riuniti in infiorescenze piumose. 
Poco frequente in Italia centrale e assente nelle zone più tipicamente mediterranee; in settentrione è presente lungo i fossati, i torrenti, nei terreni umidi, fino a oltre i 1500 metri di quota. PROPRIETA': ricca di principi attivi, ferro e magnesio, è diuretica, sudorifera e astringente. Dalla distillazione dei fiori si ricava l'olio di olmaria, rimedio spesso consigliato in erboristeria come diuretico. 

IMPIEGO: infuso per reumatismi e gotta, arteriosclerosi, cellulite e tutte quelle affezioni dovute ad accumulo di acidi urici, di cui la prima favorisce l'eliminazione attraverso le urine ed il sudore. L'infuso può essere usato in impacchi e bagni per piedi e mani gonfi. In cucina può essere mescolata ad altre verdure per preparare minestre e zuppe rinfrescanti. Le infiorescenze vengono spesso impiegate per aromatizzare vini dolci ai quali conferiscono un sentore di moscato. 
AVVERTENZE: non si deve mai bollire la pianta. SI UTILIZZA: le foglie e le sommità fiorite raccolte a fioritura iniziata e fatte velocemente essiccare. Meno frequentemente le radici raccolte in settembre-ottobre ed anch'esse essiccate. CURIOSITA': nelle regioni centrali e meridionali si rinviene con più facilità F. exapetala, chiamata comunemente erba peperina o filipendula, le cui radici presentano le stesse proprietà dell'olmaria e le cui foglie, tra l'altro, vengono molto apprezzate dagli animali. 



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