lunedì 26 gennaio 2015

Granturco


Granturco (frumentone, mais) Zea mays - graminacee. RICONOSCIMENTO: erbacea annuale con apparato radicale fibroso e grosso fusto rigido, (1-3 metri) provvisto di larghe foglie. I fiori maschi e femmine hanno differente aspetto: i primi sono pannocchie alla sommità dei fusti; i secondi, formano all'ascella delle foglie, spighe (le pannocchie) avvolte da brattee e sormontate da una barba che rappresenta gli stigmi del fiore. 
Con la maturazione il fiore produce i chicchi (cariossidi inserite nel tutolo) tipici della pannocchia del granturco.Specie di origine americana, viene largamente coltivata con differenti varietà, sia a scopo alimentare che per foraggio. PROPRIETA': presenta glucidi, proteine, fosforo. E' particolarmente attivo sulla tiroide, di cui rallenta il metabolismo; è inoltre diuretico,emolliente, colagogo. La pannocchia con i chicchi maturi è molto nutritiva. 

IMPIEGO: in genere si usa il decotto per curare tutte le affezioni legate ad una scarsa attività urinaria e ad infiammazioni della vescica. In cucina il granturco deve venire considerato un alimento di alto valore nutritivo specie se abbinato a verdure. Può essere consumato sottoforma di chicchi (lessi o abbrustoliti), farina (non eccessivamente raffinata come la polenta) e fiocchi. 
SI UTILIZZA: gli stigmi, o barbe, del fiore femminile; la pannocchia in chicchi o farina. CURIOSITA': le proteine del mais sono di valore biologico inferiore rispetto a quelle degli altri cereali, poiché carenti di alcune sostanze (lisina e triptofano). Questo fatto ha provocato il diffondersi fino a 50 anni fa, della tristemente famosa pellagra tra la popolazione povera, la cui alimentazione era esclusivamente a base di polenta di granturco (preparata con il cereale decorticato e quindi assolutamente insufficiente dal punto di vista vitaminico e proteico).

lunedì 20 ottobre 2014

Tossici... al teatro



Sabato 18 sono andata a vedere "Tossici" una commedia brillante al teatro Testaccio (Testaccio è un quartiere di Roma); scritta, diretta ed interpretata da un mio caro amico Paolo Andreotti, messa in scena dalla compagnia "Il piccolo di Trastevere" , in ordine di apparizione; Daniele Blando, Davide Santarpia, Paolo Andreotti, Valentina Gemelli, Andrea Villanetti, Cristina Galardini e Rita Gianini. Questi attori hanno voluto mettere in scena, in chiave ironica, le manie, le ossessioni che intossicano le persone che vivono ai nostri giorni e che; apparentemente normali, mascherano con le loro manie ed ossessioni, disagi e problemi più profondi, che difficilmente ognuno di noi ammette anche con se stesso. "MIGLIAIA DI TOSSICI SI AGGIRANO COME ZOMBIE ALL'INTERNO DEI CENTRI COMMERCIALI!!! SONO A CACCIA DI ABITI GRIFFATI, CIBO, DETERGENTI, ATTREZZATURE SPORTIVE, LAVORO, SESSO!!!
NOI NE ABBIAMO CHIUSI SETTE IN UN ASCENSORE (ANZI OTTO - C'È PURE GUIDO) ED É SUCCESSO DI TUTTO!!!
ALTRO CHE WALKING DEAD!!!
"TOSSICI"
Dal 14 al 26 ottobre al teatro Testaccio, via Romolo Gessi 8.
La nuova esilarante commedia del "Piccolo di Trastevere".
VENITE A FARVI QUATTRO FOLLI RISATE IN NOSTRA COMPAGNIA... POTRESTE RICONOSCERE QUALCHE VOSTRA CONOSCENZA SUL PALCO... O MAGARI VOI STESSI......." 
Questo il modo che hanno avuto per descrivere il loro lavoro teatrale; io vi dico che mi sono divertita molto e che alla fine mi sono ritrovata a chiedermi se forse anch'io sono come loro, come tutte le persone ho degli aspetti della mia vita dove non mi fermo molto a riflettere sul motivo di miei comportamenti e che forse nascondono disagi profondi che non vogliamo affrontare nemmeno con noi stessi... Bellissima rappresentazione teatrale recitata in maniera magistrale da tutti gli attori, complimenti siete bravissimi continuate così...
Se vi capita di passare per Testaccio andateci, perché merita di essere vista veramente. 

venerdì 17 ottobre 2014

Il Mondo dello Spirito

Il Mondo dello spirito è il blog di una mia amica, che per varie vicissitudini della vita, è arrivata dove è ora. Questo blog è molto interessante, per chi apprezza la spiritualità in ogni sua forma, maggiormente per le persone molto religiose; aiuta o tenta di aiutare persone con problemi personali e non, che hanno bisogno di una persona che riesca a comprendere anche se in parte a volte, quello che stanno passando... 
Questo blog lo trovo interessante e se avete un pò di curiosità come me andate a vederlo potreste trovarci qualcosa che vi colpisce...
Molto bello e ben strutturato complimenti Elena Puleggi, buona vita Namasté...
P.S. per visualizzare il blog di Elena basta cliccare sulle parole all'inizio che ho linkato con l'indirizzo esatto del blog... GRAZIE...

sabato 27 settembre 2014

Gramigna


Gramigna (dente canino), Agropyron Repens-graminacee. RICONOSCIMENTO: erbacea con lunghi rizomi che emettono con estrema facilità sottili fusti eretti ruvidi (80 cm). Le foglie strettissime sono ricoperte di peli sulla pagina superiore. 
I fiori, raccolti su spighe piatte, sono di colore verde e compaiono in estate; il frutto è una cariosside. Infestante molto comune, predilige i terreni argillosi e umidi. PROPRIETA': presenta glucosidi, sostanze amare, mucillagine; è considerata una delle erbe medicinali con azione diuretica più potenti; è in oltre sudorifera e depurativa del sangue, utile nella cura dei calcoli. 

IMPIEGO: decotto e tisana in tutti i casi di infiammazione di fegato, milza, vie urinarie, per gotta e artrite. Per uso alimentare si raccolgono le foglie tenere, che possono essere consumate in insalata, e i germogli (prima che spuntino dal terreno) lessati e conditi a piacere. AVVERTENZE: nei prati e lungo le strade è presente anche Cynodon dactylon, chiamata gramigna rossa o vera gramigna, che ha le stesse proprietà di A. repens ed è particolarmente temuta come pianta infestante data la tenacia del suo apparato radicale. 
SI UTILIZZA: il rizoma raccolto in primavera o a fine estate, pulito delle radici più piccole e fatte essiccare a sole; a scopo alimentare i germogli. CURIOSITA': in passato è stata usata per la pianificazione, per la preparazione della birra e, le radici tostate, come surrogato del caffè. E' molto ricercata dagli animali domestici che la mangiano per purgarsi.

Ginepro


Ginepro, Juniperus Communis-cupressacee. RICONOSCIMENTO: arbusto legnoso o basso alberello (5 m) col fusto contorto dal portamento talvolta strisciante e corteccia ruvida e rossastra. Le foglie aghiformi, appuntite, verticellate a 3, sono solcate da una linea chiara nella pagina superiore. I fiori, dioici, giallastri quelli maschili e verdastri quelli femminili, sono disposti in prossimità dell'ascella fogliare e compaiono in primavera. 
I frutti, detti coccole, sono piccole bacche sferiche di colore verde o nero-bluastre a maturazione. Frequente dalla bassa collina fino ai 1500 metri di quota. PROPRIETA': ricco di resina, olio essenziale, acido ossalico e malico, è balsamico, diaforetico, tonico, emmenagogo, antireumatico. 

IMPIEGO: essenza, infuso, vino e macerato per meteorismo, bruciori di stomaco, problemi diuretici e mestruazioni irregolari; frizioni con olio per dolori; fumigazione per raffreddore; bagni e lavaggi per reumatismi e irrigazione della pelle. Le bacche vengono molto usate in liquoristica e in cucina per aromatizzare e agevolare la digestione di pietanze a base di carne. 
SI UTILIZZA: i rametti più teneri; le coccole raccolte in autunno mediante scuotimento della pianta e poi essiccate in luogo ventilato per evitare la formazione di muffe. AVVERTENZE: poiché l'olio essenziale è ricco di terpeni, in dosi elevate le bacche possono provocare irritazioni all'apparato urinario e renale. Non va somministrato a chi soffre di disturbi ai reni e al tubo digerente, ne alle donne in gravidanza. Preparati, vini, liquori e grappe a base di ginepro non devono essere assunti per più di 5-6 giorni consecutivi.



giovedì 25 settembre 2014

Dosi e tempi


Per quanto riguarda le applicazioni esterne è importante che la pelle sia integra;l'applicazione su ferite aperte va fatta solo se specificatamente indicato e dietro consiglio medico, poiché le ferite si possono infettare a contatto con erbe o altri agenti.

Dosi e tempi: le dosi che consiglio sono da ritenersi indicative perché si riferiscono ad una persona adulta e sana, quindi rivolgersi sempre ad un medico per le prescrizioni adatte ad ognuno di voi per ogni esigenza avrete. 
Misure approssimative per droghe (erbe) secche (grossolanamente sminuzzate): 
1 manciata = 30-40 g di droga
1 pugno = 8-10 g di droga
1 cucchiaio = 5 g di droga
1 cucchiaino = 2 g di droga
1 pizzico = 2-3 g di droga
Misure approssimative per liquidi (riferite all'acqua): 
1 cucchiaino = 4-5 ml o g
1 cucchiaio = 10-12 ml o g
1 bicchierino da liquore = 30-35 ml o g 
1 tazzina = 60-70 ml o g 
1 bicchiere = 100-120 ml o g
1 tazza = 120-150 ml o g
Queste misure devono ritenersi indicative in quanto la forma e la capacita dei vari contenitori possa variare.

Preparati per uso esterno


Polvere: dopo aver essiccato le erbe si triturano e si setacciano, le piante così preparate potranno essere assunte diluite nell'acqua o come cachet. Per uso esterno possono essere impiegate per la cura di affezioni della pelle come polveri assorbenti o protettive. Bagno: prevede l'immersione di tutto il corpo o una parte di esso in una soluzione acquosa arricchita da infuso o decotto di erbe prescritte, per un tempo di solito inferiore ai 20 minuti di immersione. Il bagno completo prevede l'immersione del corpo del paziente fino al torace (cuore escluso), il semicupio l'immersione fino all'altezza dei reni; e richiede l'impiego del quantitativo dimezzato delle erbe rispetto al bagno completo. Il bagno locale, lo dice la parola si localizza solo in una determinata parte del corpo, ad esempio mani, occhi, piedi. 
Cataplasma o impiastro: è un preparato di consistenza molle, confezionato pestando piante fresche, o cuocendo in acqua o latte o a vapore una o più erbe polverizzate fino a ridurle una poltiglia. Il cataplasma tiepido o freddo, si stende su una garza, e si applica esternamente sulla parte dolorante. Compressa: consiste nell'immergere una pezzuola in un determinato preparato (infuso, decotto, succo etc...) in modo che si imbeva, poi si applica sulla parte dolorante per il tempo prescritto; può essere calda o fredda. Enteroclisma o irrigazioni: il preparato liquido si introduce con una cannula o una peretta nel canale anale (enteroclisma) o in quello vaginale (irrigazione), ma anche nel condotto uditivo tramite una siringa senza ago. Il preparato non dovrà essere ne troppo freddo ne troppo caldo (intorno ai 30-35°C). 
Gargarismi e sciacqui: si introduce in bocca il preparato liquido in piccoli sorsi, dopo averlo mosso nella cavità orale per disinfettare le parti malate lo si espelle senza ingoiare. Lozioni: liquido in cui si imbeve un batuffolo di cotone che poi viene passato delicatamente sulla parte da curare; in genere si usano infusi e decotti, mentre gli oleoliti o i macerati alcolici vengono impiegati per frizioni e massaggi. Polpa e succo freschi: la pianta fresca viene ridotta in polpa mediante frullatore o di un mortaio; se si vorrà usare il succo bisogna setacciarlo in una tela dalla trama fine e strizzare il tutto per estrarre il succo; in alcuni casi si può usare la centrifuga o lo spremiagrumi. Sia per la polpa che per il succo i preparati vanno consumati immediatamente, o comunque entro breve, conservandolo in frigo poiché facilmente deteriorabile. 
Pomate e unguenti: preparati semi liquidi in cui le erbe vengono mescolate a sostanze grasse (in casa spesso si utilizza olio o burro) e massaggiare sulla parte da curare. Suffumigi o fumigazioni: si dice secco quando si bruciano determinate dosi di erbe sopra un braciere e se ne aspirano i fumi (fumigazione). Si definisce umido quando si mettono le erbe dentro una pentola d'acqua in ebollizione e se ne aspirano i vapori (suffumigi).